Ipnosi e induzione ipnotica, due concetti diversi.
Per capire meglio l’ipnosi è importante distinguere l’ipnosi dall’induzione ipnotica.
Come spiegato nel precedente articolo “Che cos’è l’ipnosi“, l’ipnosi è uno stato di coscienza modificato, fisiologico. Tale modificazione può essere indotta da un terapeuta stimolando l’immaginazione e la focalizzazione dell’attenzione.
Un soggetto ipnotizzato entra in quello che comunemente è conosciuto come stato di trance (dal latino trance = passare, transitare, attraversare). Questa parola indica una situazione attraverso la quale si passa per giungere in un altro luogo.
L’induzione ipnotica è, invece, il procedimento utilizzato dal terapeuta col fine di guidare un soggetto in trance e si realizza attraverso una serie di tecniche adattabili alla capacità immaginativa di ciascun paziente.
L’induzione è la stessa per tutti i pazienti?
No! Non tutte le induzioni sono ugualmente efficaci per ogni soggetto. La risposta all’ipnosi, e in particolare la risposta alle diverse induzioni ipnotiche, può variare molto da individuo a individuo.
È importante saper adattare l’induzione alla specificità del paziente, modellandola a seconda della sua immaginazione e della capacità di sentire come sue determinate suggestioni e sensazioni.
Quali sono le principali tecniche di induzione?
Il terapeuta ha a disposizione svariate opzioni per indurre lo stato ipnotico. Se grazie alla televisione e al cinema abbiamo avuto modo di conoscere alcune tecniche rapide di induzione, spesso spettacolarizzate -per esempio quelle utilizzate da Giucas Casella -, l’operatore può in realtà avvalersi di svariati metodi per raggiungere il risultato desiderato e può utilizzare o combinare:
–Tecniche verbali: basate sull’utilizzo del linguaggio verbale.
–Tecniche non verbali: basate sull’utilizzo di contatto visivo, gesti ritmici, linguaggio del corpo.
-Tecniche dirette: fanno uso di un linguaggio diretto e chiaro.
–Tecniche indirette: utilizzano un linguaggio altamente metaforico ed evocativo.
L’ipnosi clinica si avvale solitamente di induzioni lente (fino e oltre 5 minuti), ma esistono anche induzioni rapide (fino a 1 minuto), o ultra rapide (sotto i 10 secondi). Queste ultime due tipologie sono spesso utilizzate dagli ipnotisti televisivi, con il chiaro scopo di sorprendere il pubblico.
A seconda della risposta del soggetto, il paziente può essere guidato in un rilassamento rapido oppure progressivo, essere stimolato a immaginare luoghi, scenari, situazioni, emozioni, oppure a provare sensazioni tattili, a sentire suoni, a percepire profumi. O, ancora, può essere invitato a fissare l’attenzione sull’ipnotista stesso, sui suoi movimenti o su di un oggetto presente nella stanza (ad esempio un metronomo che scandisce il tempo, un pendolo, un quadro).
La voce del terapeuta può, a seconda dei casi, essere ritmica, dolce, simile ad una cantilena, oppure il tono potrebbe essere più direttivo, sempre con l’obbiettivo di arrivare al subconscio del paziente per poter intervenire in maniera efficace sui suoi disturbi o aspetti disfunzionali.
