L’ipnosi in ambito sportivo

Come spiegato nellarticolo introduttivo la terapia ipnotica è uno strumento di grande efficacia che non solo può aiutare in momenti delicati della vita, ma che può anche accrescere le potenzialità e le risorse interne: ne viene fatto largo utilizzo in ambito sportivo, nello studio, nell’empowerment, per stimolare creatività e motivazione.

Da decenni l’ipnosi viene usata con ottimi risultati nello sport e le sue applicazioni in questo settore possono essere svariate: può essere, infatti, utilizzata per aumentare l’efficacia degli atleti e migliorare le loro performance; per controllare l’ansia da prestazione e mantenere alti i livelli di concentrazione; ma anche per superare blocchi fisici e mentali o per gestire al meglio momenti delicati come sconfitte e infortuni.


Ipnosi e sport, un esempio pratico

Il Dott. Charles Garfield ha spiegato il fenomeno del potere della mente raccontando del famoso esperimento condotto nel 1980 su un gruppo di atleti sovietici di primissimo piano, che da lì a poco avrebbero gareggiato alle Olimpiadi di Lake Placid.

Questi atleti furono suddivisi in quattro gruppi: al primo fu chiesto di allenarsi solo fisicamente; al secondo fu chiesto di allenarsi fisicamente per il 75% e di affiancare l’allenamento mentale per il restante 25%; al terzo gruppo fu chiesto di allenare fisico e mente in ugual misura, al 50%; all’ultimo gruppo, infine, fu chiesto di fare il contrario del secondo gruppo, allenando solamente il fisico per il 25% e la mente per il 75%.

I risultati della squadra sovietica alle Olimpiadi di quell’anno furono sorprendenti, e il gruppo che ottenne i maggiori successi fu proprio il Gruppo 4, quello che si era concentrato prevalentemente sull’allenamento mentale. Ma anche gli altri atleti che si erano allenati in percentuale maggiore con le tecniche di allenamento mentale rispetto a quelle fisiche, avevano ottenuto miglioramenti maggiori rispetto al gruppo 

Pianificare un percorso ipnotico con l’atleta

Per programmare un percorso efficace è necessario definire con l’atleta gli obiettivi da raggiungere, analizzarne il grado di ipnotizzabilità, individuare tecniche di visualizzazione utili a perfezionare il gesto atletico e le prestazioni, regolare gli stati emotivi e la concentrazione, insegnare l’autoipnosi per la gestione rapida di stati di ansia e stress.

L’ipnosi utilizzata per favorire uno stato di flow

Il “flow” è uno stato piacevole in cui le sensazioni sgradevoli come il dolore o la fatica vengono percepite “sullo sfondo”, la performance viene ultimata quasi senza sforzo e l’azione sembra svolgersi più lentamente del normale. La descrizione che gli atleti fanno di questo stato è notevolmente simile allo stato di trance ipnotica, tanto da portare alcuni ricercatori a ipotizzare che si possa trattare dello stesso stato mentale.

La pratica dell’ipnosi può favorire o rendere ancora più significativo lo stato di flow sperimentato dagli atleti durante le loro performance.

A cura di:

Fabio Chiesa

Dottore in Comunicazione Interculturale ed esperto in Ipnosi

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